L’immagine acheiropoietica a confronto

La prima foto della Sindone di Torino, datata 1898, rivelò essere equiparabile al negativo di una fotografia. Il Volto Santo di Manoppello, invece, ricorda una diapositiva. In entrambi i casi, tuttavia, non si tratta di fotografie. Sulla Sindone è raffigurato un uomo morto, mentre sul Volto Santo un uomo vivo, seppur segnato dal martirio.

Il frate cappuccino Domenico da Cese (1905 – 1978) riconobbe la coincidenza fisiognomica tra il Volto Santo e la Sindone di Torino. Sulla base di punti di convergenza, Blandina Paschalis Schlömer – suora trappista di origine tedesca laureata in farmacia e specializzata in pittura di icone – mise a punto una tecnica di sovrapposizione ottenendo una perfetta coincidenza tra i due veli sepolcrali e dimostrando così come le immagini su entrambi i veli siano riconducibili a un’unica persona. Suor Blandina ha successivamente applicato questa tecnica, ottenendo lo stesso risultato, anche sulla Sindone di Oviedo.

Raffronto tra la Sindone di Torino e il Volto Santo di Manoppello
Sindone di Torino
Sudarium Christi
Sovrapposizione
Punti di congruenza
Raffronto tra il Sudario di Oviedo e il Volto Santo di Manoppello
Sudario di Oviedo
Sudarium Christi
Sovrapposizione
Punti di congruenza